Smaltimento Eternit

Published on settembre 22nd, 2012 | by Iacopo

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Processo eternit

Processo eternit è da rifare. Il tribunale di Torino avrebbe dovuto interrompere le udienze del processo Eternit sin dal suo principio, passando il fascicolo alla competente Corte d’assise. Con il risultato che il processo sarebbe da rifare, ripartendo dal giudizio di primo grado, davanti alla Corte d’assise appunto.

Si tratta della posizione assunta nel ricorso in appello dai legale del magnate svizzero Stephan Schmidheiny, condannato a 16 anni di reclusione con il belga Jean Louis de Cartier per la «strage» dell’amianto legata all’attività dell’Eternit.

Secondo gli avvocati Guido Carlo Alleva e Astolfo Di Amato «il Codice di procedura penale italiano stabilisce che per ogni delitto volontario da cui derivi la morte di una o più persone la competenza è della Corte d’assise: ecco perché il Tribunale non aveva titolo per pronunciarsi e, quindi, la causa è da annullare». Per i legali il reato contestato, ovvero «omissione volontaria di cautele», presenterebbe alcuni profili di incostituzionalità.

Nel loro ricorso i difensori hanno fatto riferimento, inoltre, alla «virulenta campagna di stampa» che può aver influito sulla serenità del giudizio. Ancora. I due avvocati stigmatizzano l’operato del ministro della Salute, Renato Balduzzi, per aver invitato a dicembre il sindaco di Casale, Sergio Demezzi, a ripensare la decisione di accettare il risarcimento offerto dal magnate svizzero alla città.

Quale sarà l’esito definitivo del processo? È ancora possibile ribaltarne i risultati?

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