Smaltimento Eternit Processo eternit: l’accusa chiede 20 anni di carcere

Published on marzo 15th, 2013 | by Iacopo

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Processo eternit: l’accusa chiede 20 anni di carcere

I responsabili della tragedia correlata alla produzione dell’Eternit adesso rischiano venti anni di carcere. È l’ultimo risvolto del processo Eternit, giunto alla Corte d’appello, relativo all’intervento della procura di Torino. Il rappresentate della pubblica accusa Raffaele Guariniello richiede una pena detentiva di due decenni per i vertici della compagnia dell’amianto, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier.

La richiesta è il risultato di una tragedia che ha coinvolto migliaia di persone, molte delle quali già defunte a causa della propria attività lavorativa condotta presso le fabbriche di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Ma a pagare non sono stati solo i lavoratori. Coinvolti anche i cittadini residenti, afflitti dai gravi rischi delle polveri sottili correlate alla lavorazione dell’Eternit.

Un dramma che, secondo il capo d’accusa, «si sta ancora consumando ai danni di tutti noi». I veri responsabili, secondo i pm, sarebbero i vertici della multinazionale: . «Non siamo al cospetto di un’officina metalmeccanica – spiega Guariniello – ma di una multinazionale con un’altissima capacità economica che per anni ha negato la pericolosità dell’amianto ed è stata mossa da una volontà precisa di proseguire la produzione ad ogni costo. Il disastro è frutto di queste politiche portate avanti non solo in Italia, ma anche altrove».

Adesso dovremo attendere l’intervento della difesa, che potrà sfruttare l’utilità degli investimenti compiuti in merito alla sicurezza della Eternit alla fine degli anni Settanta e sul ruolo marginale di De Cartier. L’ultima parola spetterà però ai giudici, chiamati a risolvere anche la questione sulla costituzionalità e la competenza territoriale.

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